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Autonomia, bagarre in Commissione: la Lega non c’è e la maggioranza va sotto (e fa ripetere il voto)

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La maggioranza va sotto, il presidente di Forza Italia non proclama l’esito e tutto viene rimandato: è il senso delle destre per la democrazia parlamentare. L’ennesima figuraccia. L’ennesima dimostrazione della granitica unità delle destre che è tale solo sotto elezioni. E un altro dimostrazione di incapacità a riformare se non a colpi di maggioranza: se vanno sotto non ratificano il risultato.

Il governo è infatti andato sotto sull’autonomia perché l’emendamento del M5S che eliminava la parola “autonomia” dall’art.1 della legge sull’autonomia differenziata era passato con 10 voti su 7 (alla presenza del ministro Calderoli) e a Pagano ha pensato bene di non proclamare il risultato e non essendo stato ufficializzato l’esito del voto la votazione è da ripetersi. Come dicevano è il senso delle destre per la democrazia parlamentare. O decreti o ciccia.

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Furiose le opposizioni, con grida e improperi e contestazione della linea della maggioranza e del presidente della commissione, il forzista Pagano, secondo il quale – scrive Repubblica – il voto “su un emendamento di M5S all’autonomia differenziata, sul quale c’era il parere contrario del governo, non è stato concluso e quindi l’esito – il centrodestra è stato battuto per 10 voti a favore e 7 contrari – non è ufficiale”. Secondo le opposizioni “a decretare l’esito e l’ufficialità del voto è il segretario, non il presidente, e il segretario, il deputato Penza di M5S (dato che il leghista Bordonali era assente) ha detto che il voto era regolare”. Continua la patetica cronaca di giornata Repubblica informando che, tecnicamente, il “l regolamento prevede che una votazione sia ripetibile solo dopo l’annullamento immediato della votazione precedente e successiva, in tempi brevissimi, ripetizione del voto, chiudendo le porte così da non consentire l’ingresso di deputati precedentemente assenti. Questo non è avvenuto”, come da giustificato mal di pancia di Pd, M5S e Avs. Per le destre si è naturalmente alla mistificazione: e loro se ne intendono. Basta ascoltare come rappresentano un’Italia che non esiste.

 

 

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(24 aprile 2024)

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