di Giovanna Di Rosa
Augustissima Montaruli, probabilmente piccata oltre ogni possibile dire, ha pensato bene di evitare di esprimere concetti che potessero essere contestati (ieri è stata una pessima giornata per il governo di quelli che si sentono i migliori senza esserlo) ed ha deciso di mettersi a fare bau bau mimando il verso con le sue deliziose manine e sguardino di sfidina il suo avversario del momento: il PD Furfaro. Motivo della performance? Probabilmente impedire agli spettatori di Tagadà di ascoltarne il punto di vista – ieri è stata una pessima giornata per il governo (repetita juvant) – o ridicolizzare a suon di bau bau il suo avversario perché quando gli argomenti sono pochi se non pochissimi, non resta che il dileggio.
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L’On. Montaruli, già Augusta e ora augustissima, ha così centrato il punto: fa parte di un governo, il governo Meloni, che ha abbaiato molto e concluso niente se non dileggiare i poveri chiamandoli fannulloni, affamare chi già non aveva un soldo togliendo il reddito di cittadinanza, lasciare che aumentassero le bollette, ma non gli stipendi, vendere una crescita economica inesistente e nascondere abilmente (o credere di farlo abilmente) che la produzione industriale è ferma da 22 mesi. In compenso hanno abbaiato alla luna inventandosi complotti, ricatti e censure al grido sovranista di io non sono ricattabile.
Suona strano che l’On. Montaruli, peraltro condannata in via definitiva per una faccenda di fondi spesi male, membro di un partito forcaiolo con gli avversari e ipergarantista con i suoi, con tutto l’abbaiare che le gira intorno abbia scelto un ridicolo bau bau per zittire un avversario. Viene il sospetto che non abbia niente da dire. E se non avesse niente da dire le andrebbe ricordato che le porte d’uscita sono esattamente quelle di entrata e da dove si è entrati si può sempre uscire. Magari dignitosamente. Ma sono tutte ipotesi.
Come quella che Cirinnà aveva trovato soldi nella cuccia del cane. Con una sola differenza: Cirinnà in parlamento non c’è più.
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(6 febbraio 2025)
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