Home » notizie » Scivolone della Sindaca Chiara Appendino indagata per abuso d’ufficio e falso in atto pubblico

Scivolone della Sindaca Chiara Appendino indagata per abuso d’ufficio e falso in atto pubblico

di Giancarlo Grassi, #Torino

 

 

Non è che ce l’hanno per vizio, è che si sbagliano perché son ragazzi. Così non si potrà incolpare la Sindaca “Quella Brava” se in pochi mesi riesce a collezionare lo stesso avviso di garanzia della sua collega romana, quella “meno brava” per le stesse ipotesi di reato dopo averne ricevuto un primo per la triste vicenda di Piazza San Carlo, quella che il senatore Airola commentò con tanta sagacia.

Appendino infatti, insieme al suo assessore Sergio Rolando, cade sul primo bilancio di Torino firmato Cinquestelle, uno dei tanti capolavori della sua illuminata gestione, e si trova ufficialmente indagata dalla procura con l’accusa di falso in atto pubblico. Un’inchiesta partita su impulso di alcuni esponenti dell’opposizione che la vede ora in buona compagnia sul registro degli indagati per il caso ex Westinghouse, una triste e patetica storia di correzioni a penna su documenti ufficiali, insieme all’assessore al Bilancio Sergio Rolando a proposito della quale scriveva Repubblica:

 

I revisori dei conti del Comune smentiscono l’assessore al Bilancio, Sergio Rolando, e inviano una lettera a tutti i consiglieri per denunciare il fatto che il parere che avevano scritto, sul caso Ream-Westinghouse, è stato alterato e allegato alla delibera di giunta per la posticipazione del debito, approvata il 25 luglio. Una piccola correzione a penna: “2017” sbarrato e sostituito con “2018”, per avallare la scelta di posticipare il debito nei confronti della società partecipata da Unicredit, argomento che è già oggetto di una inchiesta penale con l’ipotesi di falso in atto pubblico.

 

Gli avvisi di garanzia, atti dovuti, sono stati consegnati a Sindaca e Assessore nella mattinata del 17 ottobre. Tra Torino e Roma, Virginia Raggi sarà imputata per la nomina di Renato Marra al dipartimento dello Sport, si vivono storie parallele di incapacità, poca trasparenza e nessuna coerenza. E Luigi Di Maio ha il coraggio di invocare l’Ocse per le elezioni in Sicilia.

Esilaranti, ma inquietanti per le modalità con le quali vengono esposti, i tentativi dei 5Stelle di sminuire la notizia dell’avviso di garanzia ad Appendino e al suo Assessore. Se per Danilo Toninelli: “Lo schema di gioco è sotto gli occhi di tutti: il Pd presenta esposti e i media partono con i titoloni. E’ raccapricciante osservare come i giornalisti invece di fare i cani da guardia del potere, facciano i cagnolini scodinzolanti del Pd. Quando Chiara Appendino ha denunciato Fassino per i debiti lasciati i giornali erano distratti da altro. Oggi tutti con i titoloni a nove colonne, solo per una denuncia del Pd che, a sua volta, esce con dichiarazioni fiume. Il gioco è sotto gli occhi di tutti”. Anche Alfonso Bonafede, astro [sic] nascente della millanterìa a 5Stelle dice la sua: “Il Pd crede di aver trovato la clava con la quale colpire il MoVimento: presentare esposti per cui la magistratura deve aprire dei fascicoli per poi attaccare dicendo che siamo indagati. Questa volta è toccato a Chiara Appendino. Ed è un paradosso: mentre la Giunta torinese prova a uscire dalla palude finanziaria nella quale l’hanno costretta le amministrazioni di Fassino e Chiamparino, a essere indagata ora è la stessa Appendino. Meno male che sappiamo di poter contare su una magistratura indipendente, che non si fa influenzare dai politicanti di ieri”.

Posto che non ci risultano denunce alla magistratura di Appendino nei confronti di Fassino, ma solo fumosi comunicati ed accuse di buchi vario tipo mai documentate, ma anzi sbugiardate dalla Corte dei Conti, l’unica dichiarazione del PD che giunge alla nostra redazione è la seguente di Mimmo Carretta, candidato alla segreteria metropolitana del partito: “Non è nostra abitudine, a differenza di altri, “festeggiare” per gli avvisi di garanzia. Non amiamo, sempre a differenza di altri, il tintinnio di manette e soprattutto non consideriamo un avviso di garanzia una definitiva sentenza di colpevolezza. Prendiamo piuttosto atto che su una vicenda come il caso Ream, in cui tanti sono i lati oscuri, giá denunciati dal Partito Democratico, la Procura voglia vederci chiaro. Fiducia dunque negli inquirenti, che speriamo sulla vicenda consegnino presto la verità ai torinesi”, e ci è stata consegnata da un comunicato stampa via email alla nostra redazione circa venti minuti fa.

 

 




 

(17 ottobre 2017)

©gaiaitalia.com 2017 – diritti riservati, riproduzione vietata

 



Lascia un Commento

Server dedicato

Questo sito utilizza cookie per le proprie funzionalità e per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne clicca su "leggi di più". Questo sito utilizza cookies di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Leggi di più

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi