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Secondo gli Animalisti la “Regione Piemonte contravviene alle sue stesse norme per accontentare i cacciatori”. Il comunicato

di Redazione #Piemonte twitter@torinonewsgaia #Ambiente

 

Le Associazioni animaliste e ambientaliste ENPA, LAC, LAV, LEGAMBIENTE L’Aquilone, LIDA, OIPA, PRO NATURA e SOS Gaia che costituiscono il “Tavolo Animali & Ambiente” denunciano, con un comunicato stampa che pubblichiamo integralmente, “le gravi illegalità poste in essere dalla Regione Piemonte ai danni della fauna alpina.

Pensavamo di aver toccato il fondo ed invece … siamo caduti ancor più in basso, oltre ogni limite immaginabile per chi è dotato di un minimo di onestà intellettuale e di sensibilità civile. Stiamo parlando dell’attività venatoria e, soprattutto, delle spudorate decisioni che la Giunta Regionale sta continuando ad assumere a favore dei cacciatori, una minoranza ormai invisa alla società civile ed il cui unico scopo pare essere quello di sterminare ogni forma di vita ancora presente nei nostri boschi e nei nostri campi.

Due settimane orsono è iniziata la caccia che possiamo definire “normale”, con un numero di specie abbattibili molto superiore rispetto al più recente passato e con carnieri nettamente più abbondanti. Allodole, fischioni, canapiglie, codoni, marzaiole, folaghe sono specie a rischio di estinzione, quanto meno su scala locale, e comunque presenti nella nostra Regione in numeri estremamente ridotti. Eppure non si è esitato un momento a sacrificarli per ricompensare le Associazioni venatorie dell’appoggio ricevuto in occasione delle recenti elezioni amministrative regionali.

In questo fine settimana si è poi aperta anche la caccia alla tipica fauna alpina. Si tratta di specie molto delicate, che vivono in un ambiente particolarmente ostile e che quindi sono già soggette di per sé ad una elevata pressione selettiva naturale, peraltro accentuata dalle modificazioni climatiche di cui siamo attoniti testimoni.

E qui, dicevamo, si è superato ogni limite, contravvenendo più volte a quelle stesse norme che pure sono state emanate dalla medesima Regione Piemonte.

La legge, infatti, stabilisce che i prelievi venatori di fagiano di monte, coturnice e pernice bianca possano avvenire solo sulla base di censimenti, effettuati sia prima della riproduzione (primavera), che dopo di essa (estate), al fine di poter valutare la consistenza delle popolazioni ed il successo riproduttivo dell’annata in corso. Ovvia conseguenza di ciò è che, se i censimenti non vengono effettuati, la caccia a queste specie non si dovrebbe aprire, per non rischiare di andare ad incidere pesantemente su popolazioni già di per sé in grave sofferenza.

Questa primavera, a seguito della pandemia da Covid-19, ogni attività di censimento di fauna selvatica era stata sospesa, salvo poi ripermetterla a partire dall’8 maggio, anche se la relativa determina dirigenziale non è stata pubblicata che il 23 dello stesso mese. La maggior parte dei censimenti primaverili, guarda caso, sono stati effettuati proprio nel periodo che va dall’8 al 20 maggio, anche se, in teoria, non era ancora ufficiale la legittimità della ripresa delle operazioni.

Ma non solo questo, perché, in numerose strutture deputate alla gestione della caccia (nel caso specifico Comprensori Alpini – CA,  pubblici – e Aziende Faunistico Venatorie – AFV, private) i censimenti primaverili non sono stati proprio svolti.

Sempre la legge regionale sulla caccia prescrive che sia la Giunta ad autorizzare gli abbattimenti, assegnando un certo numero di capi a ciascun CA e AFV, basandosi sulle loro richieste.

Eravamo convinti che la Regione tenesse conto del fatto che quest’anno, per motivi eccezionali, molti censimenti non si sono potuti effettuare oppure sono avvenuti in periodi del tutto inadeguati e che quindi, di conseguenza, avrebbe fortemente limitato i prelievi venatori, se non altro per ovvi motivi prudenziali. E invece no ! Totale asservimento alle richieste dei cacciatori! Questi hanno chiesto (o preteso?) di poter abbattere 531 esemplari di gallo forcello e la Regione ne ha concessi 529 (cioè il 99,6%). Discorso analogo per coturnice (390 capi abbattibili sui 401 richiesti) e per la pernice bianca (76 contro 83).

Ma quello che più è grave è che gli abbattimenti sono stati concessi anche a quelle strutture che, per loro stessa ammissione, non hanno svolto alcun censimento primaverile ! Sono almeno 16 i casi, che riguardano prevalentemente le AFV; ma anche il Comprensorio n. 1 del Verbano Cusio Ossola potrà abbattere 13 fagiani di monte e 6 coturnici, senza che siano stati effettuati i censimenti primaverili preriproduttivi. Quindi in una palese situazione di illegittimità. Stesso discorso vale per le pernici bianche del CA n. 4 di Torino e svariate AFV, tra cui in particolare si distinguono quelle dei Becchi Rossi, del Monte Nebin e di Sant’Anna.

Infine, da rimarcare anche le procedure del tutto anomale (e di nuovo, secondo noi, gravemente illegittime) che riguardano la tempistica di questi provvedimenti. La Giunta Regionale ha approvato i piani di prelievo nella giornata di venerdì 2 ottobre, piani di prelievo che tuttora non risultano pubblicati sul Bollettino Ufficiale, ma la caccia è iniziata nel fine settimana immediatamente successivo. Quindi, ci chiediamo come sia possibile ipotizzare di pubblicizzare, in soli due giorni e per vie non ufficiali, provvedimenti di così rilevante importanza.

Crediamo che sia giunta l’ora di dire “basta” allo strapotere dei cacciatori ed alle politiche sfacciatamente mirate a favorire questa categoria.

Il “Tavolo Animali & Ambiente” chiede con forza che si protegga in modo adeguato la fauna selvatica e, soprattutto, che si rispettino le (poche) leggi in tale direzione esistenti”.

Così chiude il comunicato stampa che abbiamo pubblicato integralmente.

 

(5 ottobre 2020)

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