di G.G. #Politica
Torino, Festival “Alta Felicità”, identificate 436 persone
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L’aveva già chiesto per problemi legati alla pandemia, ottenendolo, per il processo del 19 ottobre ma questa volta i giudici hanno detto “No” alla richiesta di rimandare l’udienza per “legittimo impedimento” avanzata dai legali di Salvini,; legittimo impedimento causa crisi di governo. Il processo, per inciso, si è tenuto oggi, 18 gennaio, e Salvini non c’era.
Il giudice Roberto Ruscello ha deciso per il “no” e ha disposto la prosecuzione dell’udienza, che è ripresa con la testimonianza di Alessandro Canelli, sindaco di Novara, facendo poi presente che “l’impedimento di un parlamentare è legato alla impossibilità di partecipare al dibattito in aula e di esercitare il diritto di voto, e ha osservato che il Presidente del Consiglio ha parlato alla Camera dei Deputati mentre Salvini è un componente del Senato”. Lo scrive l’ANSA.
Il leader della Lega è chiamato a rispondere in tribunale di alcune frasi che pronunciò nel 2016 a Collegno, tra le quali quella che affermava “La magistratura è un cancro da estirpare“. Lui a proposito del processo aveva dichiarato “Non ho paura di niente e nessuno” un’altra straordinaria esternazione dopo il suo “Difenderò qualunque leghista indagato da quella schifezza che si chiama magistratura italiana, che è un cancro da estirpare”.
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Giorni difficili per l’ex ministro dell’Interno tra processi, crisi di governo, selfie da rimuovere e la Rosetta dimissionaria.
(18 gennaio 2021)
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