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Il Consiglio di Stato ferma Torino Metropolitana: stop al controllo cruento del cinghiale

di Redazione #Piemonte twitter@gaialiacomlo #Torinometropolitana

 

Proprio nel giorno in cui un comunicato stampa del Comune di Torino ci illumina sulle misure prese dalla spettabile amministrazione sui botti che danneggiano gli animali, apprendiamo da un comunicato stampa del Tavolo Animali & Ambiente, costituito dalle associazioni animaliste e ambientaliste ENPA,
LAC, LAV, LEGAMBIENTE L’Aquilone, LIDA, OIPA, PRO NATURA e SOS Gaia, che il Consiglio di Stato
ha dato lo stop alla decisione della Città Metropolitana di Torino sul controllo cruento
del cinghiale.

La Sindaca di Torino Appendino prende spesso decisioni totalmente opposte a quelle della Sindaca Metropolitana di Torino come è successo nel caso della Tav o nella battaglia delle Nutrie della quale vi abbiamo già parlato.

Succede così che il “Consiglio di Stato a seguito dell’udienza del 13 dicembre u.s. ha rigettato il ricorso della Città Metropolitana di Torino tendente a fare annullare l’Ordinanza di sospensiva delle attività di controllo del cinghiale decretata dal TAR Piemonte il 4 ottobre 2018 a seguito del ricorso di LAC, LAV, SOS Gaia, OIPA. La legge nazionale prevede che gli abbattimenti possano essere effettuati solo come extrema ratio dopo avere dimostrato l’inefficacia degli interventi ecologici, non possano essere realizzati dai cacciatori e debba essere sempre richiesto il parere dell’ISPRA. La Città Metropolitana, addirittura sostenendo l’origine alloctona del cinghiale, riteneva di poter applicare la legge regionale 9/2000 ignorando il dettato della legge nazionale. Il Consiglio di Stato le ha dato torto. E’ la terza sconfitta consecutiva decretata dai Giudici Amministrativi su questo tema a carico dell’ente pubblico. Il Programma di controllo del cinghiale 2018 approvato dalla C.M. nel dicembre 2017 era stato impugnato dalle associazioni animaliste ed era stato sospeso dal TAR Piemonte. La C.M. aveva riproposto un nuovo programma di controllo accogliendo solo marginalmente i rilievi di illegittimità e proseguendo con pervicacia sulla strada degli abbattimenti affidati ai cacciatori. Il 4 ottobre u.s. il TAR aveva nuovamente sospeso il nuovo programma. Contro questa sospensiva la C.M. aveva proposto ricorso al Consiglio di Stato. Oggi per la terza volta consecutiva arriva la censura a carico della C.M. da parte del massimo organo di giustizia amministrativa. Il prossimo programma di controllo del cinghiale 2019 dovrà essere rispettoso della legge e degli animali. Già in settimana sarà inviata alla Città Metropolitana una formale diffida. Il prossimo 10 gennaio 2019 in sede di giudizio di merito è assai probabile che giunga per la C.M. di Torino ad opera del TAR Piemonte il quarto pronunciamento negativo”.

Così il comunicato stampa giunto in redazione che, alla luce di quanto descritto, ci suona tanto di buonismo pentaleghista del più bieco che non viene diretto soltanto agli umani, ma addirittura agli animali. E’ la schizofrenia decisionale della Sindaca Appendino di Torino e della Sindaca Appendino della Città Metropolitana.

 

 





 

(18 dicembre 2018)

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